Come avviare un ecommerce

Nel 2019 il valore degli acquisti online in Italia ha raggiunto quota 31,6 miliardi di euro, segnando un +15% rispetto al 2018. In valore assoluto, l’incremento è il più alto mai registrato (+4,1 miliardi di €).

Durante il lookdown si è assistito alla  crescita delle vendite online su settori abbastanza specifici come: il cibo, articoli per il giardino, tecnologia etc..

Ma è tutto oro quello che luccica? Guadagnare con un ecomme è così facile? Alcune statistiche ci dicono che molti negozi online muoiono nei primi 3 anni. Questo perché probabilmente sono caratterizzate da grandissimi problemi finanziari, organizzativi e ancora peggio un modello di business errato.  

In questo articolo andiamo a vedere insieme quali dovrebbero essere gli elementi da considerare prima di avviare un e-commerce.

Per avviare un e-commerce, a mio modesto parere, dovremmo considerare le seguenti fasi:

  • Pianificazione 
  • Strategia
  • Azione

Pianificazione 

Business Plan

Il business plan è il cuore pulsante per ogni progetto imprenditoriale. Infatti, è un documento imprenditoriale che descrive gli obiettivi, strategie, analisi del mercato, concorrenza, vendite, marketing e previsioni finanziarie legata alla futura attività imprenditoriale. Come possiamo capire ti aiuta ad avere una idea chiara della tua idea di business. 

Il business plan generalmente è composto da due sezioni: descrittiva e numerica.

Nella parte descrittiva andremo a definire chi è l’impresa, l’imprenditore, i concorrenti, il mercato di riferimento, il prodotto/servizio, la commercializzazione, patrimonio tecnico, il network, le proiezioni economiche e altri allegati

Mentre, nella parte numerica si vanno ad analizzare gli aspetti patrimoniali, economici e finanziari. Quindi abbiamo un piano di vendita, i costi di produzione, personale, costi generali, cash flow, conto economico e finanziario.

Altri aspetti da tenere in considerazione quando si scrive un business plan è quello di avere ben in mente chi è il tuo pubblico, e definire degli obiettivi chiari fin da subito.

Una volta redatto il business plan il passo successivo è quello di svolgere una analisi del mercato e della concorrenza.

Studiare il mercato

Studiare e capire il tuo mercato di riferimento è fondamentale perché permette di fin da subito a chi ci stiamo rivolgendo e quali sono i nostri possibili competitor. Solo così sarà possibile operare in maniera diretta e precisa per raggiungere i giusti obiettivi.

Capire il mercato vuol dire anche avere anche un’idea dei volumi di fatturato che potenzialmente si possono raggiungere, e quanto il mercato sia effettivamente grande.

Analisi della concorrenza

Prima ancora di entrare sul mercato bisognerebbe conoscere quali sono i concorrenti che sono già presenti sul mercato.

Quando si svolge questo tipo di analisi bisogna pensare di lavorare in modo professionale senza lasciare nulla al caso. Infatti, ci sono degli elementi imprescindibili che devono essere necessariamente presi in considerazione come:

  • Chi sono i clienti target
  • Quale quota di mercato possiedono
  • Qual è il loro vantaggio competitivo
  • Fasce di prezzo dei prodotti
  • Finanziamenti ricevuti
  • Altro

A queste informazioni possiamo aggiungerne altre strettamente legate ad aspetti tecnici legati al loro ecommerce, sto parlando di:

  • Funzionalità del sito web (immagini, layout, usabilità)
  • Esperienza di acquisto del cliente (ux da mobile, carrello abbandonato, assistenza clienti)
  • Social media
  • Strategie di Marketing (sconti, coupon, frequenza di sconti)
  • Utilizzo dell’email marketing
  • Recensioni dei clienti

Dopo aver mappato queste informazioni avrai sicuramente un’idea più chiara di come puoi competere efficacemente e come differenziarti.

Si consiglia di analizzare almeno 7-10 concorrenti e di suddividerli tra concorrenti diretti e indiretti.

Dove per concorrenti diretti si  intendono tutte le  aziende che offrono il tuo stesso prodotto agli stessi clienti. 

Mentre, i concorrenti indiretti sono aziende che offrono un prodotto simile e che può fungere da sostituto valido, e si rivolge ad un pubblico simile

Per svolgere queste analisi possiamo utilizzare ad esempio questi strumenti: Semrush, SimilarWeb, Mailcharts, Buzzsumo, Facebook Insight e altri.

Se da un lato abbiamo mappato il mercato di riferimento e chi sono i nostri competitor, adesso dobbiamo capire quali sono i nostri potenziali clienti. Quindi andiamo a definire le buyer personas.

Definire le buyer personas 

Definire le buyer personas ci aiuta a capire il nostro target di riferimento, è come fotografare a colori i nostri potenziali clienti. L’imprenditore può avere, a livello visivo, un’immagine chiara e dettagliata del profilo dei propri utenti con tanto di nome e cognome (logicamente inventati) 

Le prime informazioni che dobbiamo reperire sono quelle di natura socio-demografiche, quindi andiamo a considerar:

  • età
  • stato parentale
  • stato civile
  • provenienza
  • educazione
  • occupazione

Questo genere di informazioni le possiamo raccogliere grazie a Facebook Audience Insight o altri tool.

Poi dobbiamo capire gli aspetti psicologici del nostro utente e quindi pensare a:

  • personalità
  • valori
  • paure
  • frustrazione
  • interessi, hobby e stile di vita

I social sono un’ottima fonte di informazioni, e potremmo pensare di partire proprio da lì, ovvero, analizzare dei profili per capire meglio il nostro target.

Non abbiamo di finito, adesso però dobbiamo scavare ancora di più in profondità e cercare di capire quali possono essere le:

  • priorità
  • bisogni 
  • motivazioni 

Cioè quegli aspetti che spingono un utente a cercare una determinata soluzione ad uno specifico problema. In più, capire la percezione che gli utenti hanno su un determinato marchio e i suoi relativi prodotti di un nostro concorrente.

Uno strumento che può aiutarci ad estrapolare queste informazioni sono sicuramente le interviste. Solo in questo modo riusciamo a capire come le persone comunicano, e che linguaggio usano. Inoltre, ci permette di avere un’idea chiara e precisa sui nostri utenti.

Un volta raccolte queste informazioni possiamo creare delle vere e proprio schede, composte da diversi box suddivise per argomento.

Validare la tua idea di business

Quindi ricapitoliamo abbiamo svolto una ricerca di mercato impeccabile, siamo perfettamente coscienti che c’è una domanda per il nostro prodotto. Abbiamo anche definito le buyer personas e identificato i nostri concorrenti.

Adesso non ci resta che che capire se le  persone possono essere interessate o meno ad acquistare il nostro prodotto. Quindi passiamo alla fase di validazione del tuo modello di business

Possiamo partecipare a fiere o eventi del settore per spiegare il nostro prodotto e cercare di reperire alcuni lead (contatti).

Anche gli stessi questionari che sottoponiamo per profilare le personas in realtà sono uno strumento per validare l’idea di business.

In questo modo possiamo sicuramente osservare le reazioni iniziali delle persone, e capire se possono essere realmente interessate ad acquistare. 

Considera anche l’idea di sottoporre alle persone delle domande relative a come percepiscono il tuo prodotto, ad esempio: aspetto, sapore, colore etc.. e se attualmente utilizzano già un prodotto simile. 

Infine, tastare diverse combinazioni di prezzo per capire se ci sono dei punti più sensibili che possono attirare di più l’attenzione.

Infine, valutare se aprire un marketplace ad esempio su Amazon, Ebay. Può aiutare a comprendere come il mercato risponde al tuo prodotto in termini di vendite.

Distinguiti dalla folla

Si conta che su Internet ci siano circa 20 milioni di e-Shop e che negli ultimi 10 anni si  sia assistito ad una crescita esponenziale, per un volume di acquirenti che si aggira intorno ai 20 miliardi.

Come possiamo capire la concorrenza è molto forte, quindi bisogna prendere queste statistiche e cercare di creare un negozio online che sia in grado di distinguersi da tutti gli altri.

Credo che sia abbastanza banale sottolineare che sarebbe opportuno non lavorare nei settori di largo consumo, perché è proprio lì che si annida la maggiore competizione.

Sarebbe più opportuno lavorare nelle nicchie, ovvero, mercato ancora inesplorati che possono permettere all’utente di soddisfare il proprio bisogno in modo innovativo.

Bisogna trovare il vero vantaggio competitivo che permetterà al tuo e-commerce di essere unico, inimitabile e posizionabile nella mente del consumatore.

Un altro elemento molto importante che un e-commerce deve assolutamente avere e non deve mai mancare è la Unique Value Proposition (UVP). 

La Unique value proposition è  la proposta unica di valore che caratterizza il tuo brand. Ovvero una frase che aiuta l’utente a capire immediatamente di che cosa si occupa il negozio online.

È un aspetto molto importante che in molti, ancora oggi, sottovalutano. Questa frase breve deve essere di forte impatto, in termini di comunicazione, e che catturi l’attenzione dell’utente.

La scelta della piattaforma

Partiamo da una domanda: a quanto ammonta il budget totale per il  tuo progetto? Bene, considera che generalmente bisogna destinare almeno un 20% per la piattaforma e-commerce. 

Nel mercato esistono moltissime soluzioni che ci permettono di creare un negozio online come: Shopify, Magento 2, Prestashop, Woocommerce etc…

Ognuno di essi ha i suoi vantaggi, svantaggi e caratteristiche pecuniarie, ma la cosa importante è sceglierla in base a quello che è il reale obiettivo del nostro business. 

Ad esempio, se il tuo negozio è monoprodotto potresti pensare di utilizzare una piattaforma come Shopify. Oppure, se prevedi che il tuo store online verrà internazionalizzato la scelta più potrebbe ricadere ad esempio su Magento 2.

Come vedi le scelta della piattaforma va proprio in base all’idea di business, agli obiettivi e a quanto è stato dichiarato sul business plan.

Quando dovrai scegliere la piattaforma pensa anche ad un futuro exit. Che vuol dire? Potrebbe arrivare il giorno che decidi di vendere il tuo e-commerce per delle cifre considerevoli. Uno dei fattori che influisce sul prezzo di vendita è anche la piattaforma con la quale è realizzato il tuo shop online. 

Strategia

Trovare un nome alla tua azienda e creare un logo

Può sembrare banale e scontato ma trovare un nome e un logo sono due elementi fondamentali per qualsiasi business. Questo perché deve identificare in modo unico e inequivocabile l’azienda.

Quando si sceglie un nome bisogna sforzarsi di essere creativi e al tempo  stesso brevi, questo potrebbe infondere alle persone un senso di memorabilità del brand stesso.

La chiave sta nell’essere diversi e di creare un nome unico nel suo genere che possa essere ricordato dalle persone molto facilmente, e che ne rimanga impresso nella mente.

Analogo discorso lo possiamo fare per la creazione di un logo, dove anche qui la componente creativa ne fa da padrona, senza essere troppo banali e scontati.

Il consiglio è sicuramente quello di creare più varianti del proprio logo, e capire quale può essere quello più giusto e poi applicarlo. Ricordati che quando viene creato un logo deve essere sempre ben visibile.

Cosa vuol dire? Immagina che verrà applicato su tutto il materiale aziendale, quindi sito web, app (se presente), biglietti da visita, imballaggi e altro.

Il logo deve essere sempre ben visibile e non deve perdere di qualità, cioè all’aumentare o diminuire delle dimensioni non si deve rovinare e deve essere ben leggibile.

Alberatura del sito

L’alberatura del sito è la mappa che comporrà il negozio online, dove andiamo a ragionare su quello che dovrà essere il percorso che l’utente dovrà intraprendere sul nostro e-commerce. 

Per realizzarlo possiamo possiamo utilizzare dei semplici fogli di carta o dei tool come ad esempio Balsamiq. 

Come vediamo dall’immagine la home page si trova sempre in cima alla gerarchia, seguita dalle categorie principali (Liv 1), poi a seguire abbiamo le sottocategorie (livello 2) e, infine, le pagine prodotto (livello 3).

È buona norma bilanciare la struttura del sito sia in orizzontale che verticale. Inoltre, sarebbe opportuno predisporre un numero limitato di macro-categorie (tra le 4 e le 8), e non esagerare con il numero di livelli di profondità (al massimo 3 o 4). 

Alcuni studi dimostrano che avere troppe categorie nel menù iniziale genera confusione e l’utente avrà difficoltà nell’orientamento. Allo stesso tempo, se ci sono troppi livelli, l’utente non troverà i contenuti che si trovano più in profondità. Infatti, la migliore prassi consiglia di avere una profondità a quattro clic o meno dalla home page.

Il passo successivo sarà quello di creare dei collegamenti tra le varie pagine del sito, per consentire all’utente di spostarsi tra le diverse sezioni del sito in totale libertà.

Capiamo bene che realizzare un’ottima alberatura oltre a favorire l’utente aiuta anche a strutturare il menù di navigazione, che fa della semplicità e chiarezza un must. 

È consigliato, infatti, utilizzare solo le voci più importanti, come ad esempio: Uomo, Donna, Bambino, Sport, Brand. 

Altro elemento molto importante per la navigazione è il breadcrumb, in italiano molliche di pane, che rappresenta un insieme di link che aiutano l’utente a capire dove si trova in quel preciso momento. Se ci fermiamo un secondo a pensare sarà capitato anche a te di leggere questa struttura di esempio: home > macchine da giardino > motoseghe > brand.

Infine, inserire la barra di ricerca aiuta l’utente a diminuire il tempo di navigazione.

Definire i Kpi (Key Performance Indicator)

Vendere online ci ha abilitato alla possibilità di essere visibile sia a livello nazionale che internazionale, ma soprattutto ci dà l’opportunità di avere tra le mani dati e informazioni che devono aiutarci nelle scelte strategiche.

Questi dati però sono abbondanti, quindi è importante per noi andarli a filtrarli per  garantire il miglior controllo possibile. In più, i Kpi ci aiutano ad analizzare ogni singolo passo che compie l’utente verso la conversione finale e identificare ipossibili colli di bottiglia.

Quindi una delle prime metriche che possiamo analizzare è il traffico che proviene sul sito web, a livello di visitatori e tipologia di utenti (nuovi e rientro), pagine viste, traffico da mobile.

Andando un pochino in profondità possiamo osservare quali canali stanno portando il maggior numero di traffico, quindi se organico, diretto, advertising, email o altro

Mentre, se vogliamo scendere ulteriormente dobbiamo considerare il numero delle vendite, le conversioni, il tasso di conversione totale e per ciascuna fonte di traffico, il valore meglio degli ordini, e quali categorie stanno vendendo meglio. 

Continuando, possiamo osservare il valore del carrello abbandonati, a quanto ammonta il costo di acquisizione cliente, e il relativo customer lifetime value (CLV).

Possiamo, anche determinare l’utile lordo, gli ordini che abbiamo dai nuovi clienti rispetto a quelli di ritorno.

Allo stesso tempo abbiamo tutta una serie di metriche che possiamo considerare se utilizziamo l’email marketing come: le iscrizioni alla newsletter, tasso apertura email, percentuale di clic sulla mail, annullamento iscrizione, tasso di conversione e numero totale di vendite e valore delle transazioni tramite le email

Se lavori con le campagne advertising, sarà sicuramente importante capire a quanto ammonta il Roas, cioè il ritorno sulla spesa pubblicitaria, il valore di conversione, il numero delle conversioni e il relativo tasso, il costo a conversioni e molto altro.

Anche il customer care ci può garantire una serie di informazioni molto importanti. Perché è lei la voce del mercato, ed è un asset strategico per tutte le imprese, con lui possiamo capire capire una serie di informazioni legate a cosa le persone pensano di noi, oppure, e se hanno avuto dei particolari problemi durante l’utilizzo nel sito e molto altro.

Altre metriche che possiamo analizzare sono il tempo medio di risposta, la gestione del numero dei contatti.

Tutte queste informazioni devono poi essere valutati tra i diversi team e capire quali aree necessitano di migliorare attraverso l’utilizzo di scale di priorità.

Scelta dei canali di marketing

Avrai sentito parlare molto spesso la frase “studiare la customer journey dell’utente”, e non ti nascondo che per me all’inizio sembrava una frase abbastanza aleatoria e non riuscivo a vedere una tangibilità reale.

Poi mi sono soffermato a pensare su come utilizzo il telefono e il pc quando devo cercare un prodotto e mi si è accesa la lampadina, ecco cosa vuol dire.

Proviamo a staccarci dalla visioni imprenditore e mettiamoci nei panni del consumatore. 

Poniamo il caso che io sia interessato ad acquistare del mobilio o arredo per il giardino, ma non so cosa potrebbe interessarmi. 

Potrei cercare delle immagini banali su Google Immagini, che mi porta ad un negozio online, oppure su un social network come Pinterest e da lì  osservare altre immagini che mi aiutino con delle idee. 

Incomincio una ricerca tra i negozi che vendono questi prodotti offline, perché ho visto che l’e-commerce ha anche uno store fisico, quindi decido di visitarlo. 

Allo stesso tempo voglio capire se hanno una buona reputazione e se sono affidabili, oppure, capire se qualcuno prima di me ha acquistato, e poi solo alla fine decido di comprare

Quello che ti ho descritto è un’estrema sintesi del viaggio che l’utente potrebbe svolgere, e delle possibili considerazioni che fa prima di arrivare ad acquistare.

Ogni singolo touch point che ha toccato è un tassello delle customer journey e un possibile canale di traffico e di marketing che porta l’utente ad atterrare sul tuo sito, o venire in negozio.

Secondo me quello che dobbiamo capire è che i canali di marketing sono il mezzo che portano l’utente da noi e non la soluzione al problema. Quindi bisogna approcciare a questi mezzi come degli strumenti e incanalati secondo un’ottica strategica alla nostra impresa.

Agenzia/Collaboratori o Dipendenti

Perché considero i collaboratori, dipendenti o agenzia un asset strategico? Senza il loro apporto qualsiasi e-commerce non può decollare e crescere. 

L’imprenditore, anche detto e-commerce manager, deve essere una persona con una forte formazione nel mondo del digital marketing, ma non deve essere una persona tecnica o operativo, ma bensì deve avere una conoscenza di base e deve far crescere l’azienda.

Per le funzioni operative esistono delle figure prestabilite, ovvero persone che si occupano di Programmazione, Cro, Advertising etc…

Soprattutto all’inizio, quando il business è nuovo magari è difficile avere a disposizione un team di persone, quindi si può dirottare sulla scelta di collaboratori esterni come: freelance e agenzie.

Ma anche in questo caso il ruolo dell’imprenditore è centrale, perché è lui che deve guidare i propri partner verso la crescita. Sarebbe auspicabile che tra l’imprenditore e collaboratori o agenzia nasca un rapporto di complicità fatto di confronti e spunti continui per migliorare il proprio e-commerce.

Ecco perché, dal mio punto di vista, bisogna considerare queste figure come dei veri e proprio asset aziendali. 

Azione

È il momento di mettere in pratica tutto quello che abbiamo analizzata e elaborato fino a questo momento.

In questa ultima fase infatti andremo a implementare il nostro negozio online sulla piattaforma che abbiamo scelto in precedenza, verrà montata la tutta la parte grafica, integrato un gestionale, un Crm e tutte quelle altre funzioni che permetteranno al nostro negozio di andare online.

Ma non finisce qui: da questo momento si concretizza la strategia di marketing necessaria per portare prima traffico al sito e poi convertirlo. Da qui parliamo di e-commerce Marketing.

Con questo termini si intende l’insieme delle strategie finalizzate a far conoscere il brand, trasformare il visitatore in cliente e ampliare la propria customer base, con la finalità di aumentare il numero delle vendite, e fidelizzare i clienti.

Vediamo insieme quali potrebbero essere alcune strategie di e-commerce Marketing che possiamo utilizzare:

  • Migliorare la Presenza sui Motori di Ricerca
  • Utilizzare i Social Media
  • Attivare delle Campagne Advertising
  • Produrre dei Contenuti (es: Blog)
  • Email Marketing

Migliorare le presenza sui motori di ricerca

Come saprai la SEO determina il posizionamento delle tue pagine che compongono l’e-commerce all’interno di Google. Ovviamente, l’obiettivo primario è quello di comparire nei primi risultati di ricerca di Google per cercare di ottenere il maggior numero di traffico qualificato.

Una volta strutturata l’architettura del sito si può procedere con l’individuazione delle parole chiave principali e secondarie da utilizzare per il posizionamento del sito. Per fare ciò è necessario munirsi di un file excel e svolgere un’analisi accurata ed approfondita per verificare:

  •  il numero di ricerche mensili delle keyword,
  •  il livello di competizione, 
  • ma soprattutto l’intento di ricerca ad esse collegate

Quindi attraverso ciò è possibile dividere le keyword più generiche da quelle specifiche e favorire in questo modo l’analisi. 

Per quanto riguarda, invece, i contenuti e le schede prodotto anche questi devono essere redatti in ottica Seo, basandosi sulle considerazioni che sono state svolte tramite le keyword. 

La cosa importante è che bisogna preparare le schede prodotto con descrizioni e contenuti davvero unici, quindi non copiati da altri siti, e devono anche essere caratterizzate da belle foto, ancora meglio sarebbe se si potessero realizzare dei video, che spieghino il prodotto 

Menzione a parte per le URL che devono essere meglio SEO friendly, devono essere quanto più possibile descrittive della web page che rappresentano, e devono contenere il nome del prodotto da vendere con la categoria di riferimento. In ultimo la link building, ovvero creare una struttura nodale di link tra i prodotti e le varie referenze commerciali in vendita.

Utilizzare i Social Media

Nel 2020 non è più un mistero ma le persone in media passano più di 2 ore al giorno sui Social, quindi è molto importante presidiare questi canali in base a quella che è la customer journey.

I social media influenzano enormemente la vita quotidiana, e quindi anche quella dei nostri utenti. 

I social, se utilizzati nel modo corretto, permettono di creare engagement ed aumentare le vendite.

Questo è possibile grazie alla realizzazione di contenuti di qualità, che riescono a suscitare un grande interesse e curiosità nelle persone.

Ricordiamoci che le persone usano i social prettamente per svagarsi e difficilmente manifestano un interesse verso l’acquisto. Il tuo compito è quello di stimolare l’acquisto, ecco perché si parla di domanda latente.

Attivare le campagne advertising

Questo aspetto può riguardare sia le campagne Google Ads ma anche quelle Social. Il nodo cruciale è quello di portare traffico in target al sito e di stimolarlo a convertire.

Dove per conversione possiamo intendere sia quelle legate alla vendita, che anche quelle di acquisizione di un lead.

Se l’e-commerce è nuovo potrebbe essere importante lavorare prima sulla parte alta del funnel, ovvero portare a conoscenza gli utenti del tuo negozio, quindi acquisire utenti in target e stimolarli ad iscriversi alla newsletter e in cambio lasciare un buono per il primo ordine. 

Stiamo lavorando sulla fase di acquisizione cliente, quindi l’investimento che andremo a sostenere può essere importante. Ma che verrà poi ripagato nel lungo periodo.

La cosa più importante da fare prima di avviare qualsiasi campagna è quella di tracciare le conversioni. Non parlo solo quella di acquisto o aggiunto al carrello, ma tracciare tutte quelle azioni che l’utente può svolgere sul sito e che possono essere importanti per l’imprenditore. Sto parlando di tracciare le chiamate, la registrazione alla newsletter, la chat etc…

Se non vengono tracciate correttamente le conversioni le campagne non si possono ottimizzare e rischiamo seriamente di prendere il nostro budget e di gettarlo dalla finestra.

Produrre i contenuti

Ancora oggi in molti si chiedono se abbia senso aprire un Blog per il proprio l’e-commerce. La risposta è abbastanza categorica: Si.

Avere un blog aumenta sicuramente l’autorevolezza del negozio e fa percepire all’utente che oltre ad essere degli esperti abbiamo soprattutto la capacità di fornire un supporto puntuale e preciso.

In questo modo si può mirare a diventare un punto di riferimento per tutti gli utenti che atterrano sul nostro sito. Oltre a questo si avranno anche dei benefici in ottica Seo.

E’ sicuramente una strategia su cui bisogna lavorare in modo costante, con l’elaborazione di piani editoriali annuali che contengono non solo i blog, ma anche tutta la parte di contenuti sui Social.

Si apre in questo un ventaglio di possibilità che può portare non solo l’utente a compiere una conversione, ma anche che racconterà e parlerà del brand in questione ad altre persone, e quindi si attiva un processo di condivisione o di passaparola.

Email Marketing

L’email marketing è un altro strumento di marketing che ci permette di ottenere conversioni. Attraverso l’invio di messaggi diretti tramite posta elettronica, ci consente di creare una comunicazione personalizzata, in base a quelle che sono le reali esigenze.

Questo canale è sicuramente strategico perché può essere utilizzato per acquisire nuovi clienti, fidelizzare, o portare ad un nuovo acquisto. 

Anche in questo caso è necessario delineare un piano ben preciso, per portare avanti questa strategia di marketing.

Adesso hai una buona guida di partenza per approcciare alla vendita online in un’ottica completamente diversa, rispetto ad altri. 

Lavora moltissima in ottica di strutturazione del tuo business, dopodichè servirà tempo, pazienza e perseveranza per raggiungere tutti i tuoi obiettivi.