Visual marketing: esempi, analisi da casi reali e strumenti da usare

1.Cos’è il Visual Marketing

Quando parliamo di visual marketing intendiamo dei contenuti visuali in grado di influenzare le decisioni e le azioni degli utenti.

Ad esempio grazie ad un ottimo visual potrei far restare impresso il ricordo di un determinato marchio oppure potrei invitare l’utente a visitare un sito o ancora ad acquistare un prodotto o servizio.

In pratica attraverso un’immagine dobbiamo creare un percorso per il nostro utente:

  • Attirare la sua attenzione;
  • Coinvolgerlo emotivamente;
  • Attivare un processo mentale e/o indirizzarlo verso una determinata azione.

Capisci benissimo che la parte visuale di un contenuto è fondamentale per la riuscita di una buona strategia di marketing. Che si tratti di un post di un blog, di una sponsorizzazione su Facebook o dell’above the fold di un sito, cambia poco. L’importante è che l’immagine svolga efficacemente il compito di marketing.

2. Perché è importante lavorare sul visual

Siamo nell’era dell’informazione e siamo costantemente bombardati da contenuti di ogni tipo. La nostra mente riceve tantissimi stimoli e molto spesso non riesce a riconoscere quali sono i contenuti importanti. Infatti la nostra soglia dell’attenzione è decisamente bassa e siamo abituati a dare poca importanza a tutti questi stimoli.

Avere un visual che “rompa lo schermo” è indispensabile al giorno d’oggi. Per fare arrivare il nostro messaggio agli utenti occorre avere un visual chiaro e forte altrimenti il nostro cervello valuterà quel segnale come i tanti che riceve ogni giorno e soprattutto non gli darà importanza.

3.Come faccio a creare un visual che spacca

Adesso che hai capito quanto sia importante creare dei visual che non passino inosservati vediamo di capire come farlo.

Un buon risultato finale deve partire da un’analisi del nostro target. Certo se abbiamo a disposizione un’analisi precisa o la buyers persona ancora meglio. Vogliamo creare un contenuto specifico per una determinata persona. Se conosciamo bene le preferenze di questa persona sarà più facile colpirla con un immagine.

Come detto sopra la nostra immagine sarà in competizione con migliaia di stimoli proveniente dallo stesso dispositivi o dall’esterno. Quindi iniziamo a chiederci cosa attira la nostra attenzione a fronte di una serie di immagini. Anzi facciamolo proprio.

Andiamo dal nostro amico google e facciamo una ricerca per immagini. Digitiamo l’argomento oggetto del visual e cominciamo scorrere le immagini. Dove si sofferma la nostra attenzione sarà il primo input da usare per creare un visual perfetto.

Attenzione non sto dicendo che puoi usare quell’immagine, ma che hai un’idea di cosa potrebbe interessare a te in merito a quell’argomento. Purtroppo questa informazione per quanto utile ha un grosso problema. Tu sei un target e magari non quello giusto. Quindi magari ripetere l’esercizio con persone molto vicine al target sarebbe molto meglio.

Abbiamo a questo punto un’idea ma dobbiamo metterla in condizioni di gareggiare. Quindi via alla preparazione per trasformarla in un visual da competizione. La nostra idea deve diventare un immagine chiara di quello che proponiamo o meglio dell’emozione che vogliamo trasmettere.

Persone in primo piano con un bel sorriso ed un’espressione sicura oppure un piatto che suscita l’acquolina in bocca oppure ancora un cucciolo che chiede tenerezza sono solo alcuni esempi di come un’immagine può catturare la nostra attenzione e suscitare un’emozione forte.

Ma anche una situazione diversa, un particolare che non sia conforme a quello a cui siamo abituati a vedere attira molto la nostra attenzione. Pensa ad una foto vintage, oppure ad un bottiglia messa al contrario con cui si fatica a leggere l’etichetta. Creare un qualcosa di diverso è sempre un ottimo modo per coinvolgere il proprio pubblico.

L’immagine deve essere quindi chiara e possibilmente suscitare quello che io chiamo effetto wow. Ricorda che troppi elementi in un’immagine finiranno per creare confusione.

A questo punto la nostra idea comincia ad essere più concreta. Possiamo passare alla pratica.

Certo avere a disposizione fotografo e modelle sarebbe il massimo. Ma anche un buon abbonamento ad una banca dati di foto potrebbe essere un’ottima soluzione. Infine se anche quest’opzione risultasse troppo onerosa ci sono le banche dati di foto gratuite. Io ad esempio uso spesso Pixbay e Pexel ma ce ne sono davvero tante. Nell’ultima parte dell’articolo troverai un elenco di risorse tra cui una serie di siti dove poter scaricare foto gratuite di alta qualità.

Consiglio di aggiungere poi un elemento o un particolare che renda ancora più chiaro cosa proponi o che rafforzi l’emozione che vuoi suscitare. Aggiungere ad esempio una macchina da scrivere in un visual che parla di copywriting oppure aggiungere un cappellino supercolorato ad una modella faranno la differenza in termini di attenzione e se parliamo di ads in termini di CTR.

Una volta trovata l’immagine dobbiamo prestare molta attenzione ai colori che hanno un preciso significato psicologico. Senza entrare nel merito dei colori del marketing, ricorda che puoi giocare con i colori per rendere un’immagine o un particolare molto più attrattivo.

In un immagine in bianco e nero potresti dare colore solo all’elemento da mettere in evidenza. Aggiungere un bordo colorato molto forte e sgargiante oppure ancora giocare con saturazione e contrasto (senza esagerare) sono solo altri esempi per migliorare il visual.

Altra cosa molto importante è sapere in modo in cui l’occhio “legge” le immagini. Uno dei modelli più conosciuti per rappresentare questo fenomeno è quello del diagramma di Gutenberg.

L’immagine viene idealmente divisa in 4 quadranti:

  • Quadrante 1: Zona ottica primaria
  • Quadrante 2: Zona cieca forte
  • Quadrante 3: Zona cieca debole
  • Quadrante 4: Zona ottica terminale

L’occhio inizia leggere nel primo quadrante in alto a sinistra per poi spostarsi in diagonale verso destra e verso il basso in modo da andare a leggere il quarto quadrante.

Quindi i quadranti 2 e 3 sono quelli che verranno notati di meno. Mentre dovremmo focalizzarci nel primo quadrante per attirare l’attenzione e nell’ultimo per spingere l’utente verso un’azione.

E’ molto importante sottolineare che si tratta comunque di un modello e come tale non è da prendere esattamente alla lettera.

Ma un ottimo visual non può’ essere tale se non ci sono quelli che vengono definiti indicatori direzionali. Noi naturalmente siamo abituati a seguire lo sguardo delle persone. Questo ci permette di poter indirizzare lo sguardo dell’utente verso una specifica porzione della nostra immagine semplicemente aggiungendo una persona che guarda proprio verso quella porzione.

Stessa identica cosa vale per le altre tipologie di indicatori direzionali come ad esempio le frecce. Porteranno l’attenzione dell’utente proprio verso il punto in cui sono dirette.

Bene abbiamo quindi trovato l’immagine, evidenziato i particolari e aggiunto un indicatore direzionale. Siamo pronti per la “prova del 9”. Mettiti all’incirca ad un metro di distanza e chiediti se è chiaro quello che vedi? Le persone sono sempre distratte e quindi il visual deve colpire anche ad 1 metro di distanza.

Un’ultima riflessione è obbligatoria. Dimentica tutto quello che ho scritto quando poi si utilizza quel visual. Perché a questo punto la fase creativa è conclusa e occorre ragionare con i dati. Osservare il CTR di una ads, ad esempio, sarà il controllo definitivo per verificare se l’idea che avevi in mente è davvero un visual che spacca.

4.Quali sono degli esempi di pessimi visual

Per darti qualche esempio ho deciso di aprire il newsfeed di facebook e incollare quelli che secondo me sono dei pessimi e degli ottimi esempi di visual.

Si tratta chiaramente di una percezione non basata sui dati che a volte possono nascondere sorprese. Mi è capitato di dover lanciare visual su cui non avrei scommesso un euro ed ottenere risultati grandiosi (e viceversa).

Cominciamo dai pessimi esempi.

1 Nessuna emozione.
Far vedere le potenzialità del prodotto è sicuramente un buon punto di partenza. Ma se mancano le emozioni sarà difficile ottenere risultati. Avrei inserito una persona felice di lavorare. In alternativa qualcosa che mi indichi un aumento di produttività usando quel prodotto. Il problema di quest’immagine è sempre quello di passare inosservata in mezzo ad altre migliaia di contenuti visuali.

2 Troppi brand e content poco visibile.
Scrivere in alto a destra il proprio personal brand forse non è il miglior modo per attirare l’attenzione (a meno che il brand non sia forte e super riconosciuto). Inoltre per capire che la foto parla di di instagram bisogna fermarsi e magari usare la lente d’ingrandimento. Tocco di classe finale è la CTA in basso a destra, l’area meno visibile in teoria, tagliata per errato formato della foto. Si poteva fare molto di meglio.

3 Troppi elementi.
L’idea di per sé non è male. Si tratta di rappresentare un normale ufficio ma manca quel qualcosa che mi dovrebbe colpire. Io in questo caso sarei il target perfetto visto che mi occupo di Google Ads quotidianamente. Eppure non solo non attira la mia attenzione, ma i troppi elementi mi creano confusione. Mi piacerebbe vedere qualcosa che comunichi al mio subconscio che questo software è proprio quello di cui ho bisogno.

5.Quali sono degli esempi di buoni visual

Ecco alcuni esempi trovati sempre su facebook in questi giorni per farti capire meglio cosa intendo quando dico un visual deve emozionare.

1. Acquolina in bocca
Non puoi guardare quest’immagine senza avere voglia di provarla. Certo il gusto è soggettivo ma per gli appassionati di cucina greca quest’immagine non passerà inosservata. Volendo spaccare il capello avrei messo il marchio e la CTA in basso a destra nel quadrante “zona ottica terminale”. Ma magari hanno fatto dei test e in questo modo il CTR è più alto.

2. Sorriso, CTA e indicatore direzionale
Spesso le cose semplici sono le migliori. Una persona sorridente, probabilmente il volto immagine del marchio, uno sguardo sicuro e una chiara CTA. A completare il tutto un bel indicatore direzionale, che ti porta lo sguardo sul tasto “iscriviti”.

3 Emozione Pura.
Una mamma che gioca con i propri bambini. Se sei una mamma non puoi non essere emozionato da questa immagine. Le barre colorate rappresentano un elemento distintivo che attira la nostra attenzione. Infine, come da manuale, vantaggio e logo aziendale inserito nel quadrante terminale.

6.Tool e altre risorse

Come promesso sopra ecco una serie di risorse che ritengo molto utili quando si devono realizzare dei visual.
Partiamo dal software principe del foto ritocco, Photoshop. Potete fare qualunque cosa con le immagini ma purtroppo richiede una certa dimestichezza nel saperlo usare. Diciamo che non è per principianti ma se avete voglia di imparare e tempo da dedicarci a mio parere è il top.

Purtroppo è un software a pagamento con dei costi non proprio bassi e per questo esistono tante alternative. Una di quelle che mi sento di raccomandare è photopea.com, utilizzabile direttamente online senza dover scaricare nulla.

Altro grande strumento molto usato per creare dei visual molto belli è sicuramente canva.com. Si tratta di un software molto facile da utilizzare anche per chi non ha conoscenze di foto editing.

Infine un utilissimo strumento per scontornare persone da un contesto e poterle inserire facilmente dove ci pare è remove.bg. Con un clic e senza alcuna competenza grafica si ottiene un risultato perfetto.

Altra cosa molto importante quando parliamo di visual sono le immagini di alta qualità, non sempre facili da avere. Quante volte il cliente ti ha mandato immagini sfocate o peggio ancora grandi come un francobollo?

Qui sotto trovi un elenco di siti dove è possibile reperire immagini di qualità gratuitamente:

https://morguefile.com/photos
https://picjumbo.com/
https://gratisography.com/
https://unsplash.com/
https://www.pexels.com/
https://pixabay.com/it/
https://www.freepik.com/
https://allthefreestock.com